giovedì 12 maggio 2016

Uscire dal letargo


"Non possiamo incrociare le braccia quando una sottile persecuzione condanna la Chiesa a morire d'inedia, relegandola fuori dalla vita pubblica e, soprattutto, impedendole d'intervenire nell'educazione, nella cultura, nella vita familiare.
Non sono diritti nostri: sono di Dio ed Egli li ha affidati a noi cattolici per esercitarli.
Vi dirò a questo proposito un mio grande desiderio: vorrei che nel catechismo della dottrina cristiana per bambini si insegnasse chiaramente quali sono quei punti fermi su cui non si può cedere nell'agire, in un modo o nell'altro, nella vita pubblica; e che si affermasse, allo stesso tempo, il dovere di intervenire, di non astenersi, di collaborare per servire con lealtà e libertà personale il bene comune. E' un mio gran desiderio, perché vedo che così i cattolici imparerebbero queste verità fin da bambini e le saprebbero mettere in pratica una volta diventati adulti."
Sono parole di San Josemaría Escrivá, scritte nel 1932, di totale attualità. E' necessario che chi ha fede esca dal letargo in cui sembrano immersi i cattolici. Ognuno a modo suo. Sono ridicole per non dire diaboliche le polemiche su quale comportamento adottare. L'importante è non restare inerti. Ognuno col suo criterio e con la sua inclinazione. Educazione (scuola), cultura (intrattenimento, informazione, approfondimenti), vita familiare (la possibilità di sposarsi giovani, rispetto per la vita umana, agevolazioni fiscali e tutto il resto) sono i campi in cui lavorare intensamente.

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